„Erzähle mir die Vergangenheit und ich werde die Zukunft erkennen“, sagte Konfuzius. Nichts könnte wahrer sein: Wenn wir eine nachhaltigere Zukunft aufbauen wollten, könnte ein Blick zurück in „Großmutters Zeiten“ eine sehr gute Idee sein.
Nachhaltigkeit war eine objektive Tatsache, die aus konkreten Verhaltensweisen bestand, die zweifellos durch eine Notlage, aber auch durch ein größeres Bewusstsein für den Wert der Dinge diktiert wurden. Dinge, die begrenzt und in manchen Fällen einmalig waren und deshalb mit Liebe bewahrt werden sollten. Denken wir nur an die Kleidung: recyclen und wiederverwenden war die Devise, ebenso wie flicken. Kleidung wurde unter Geschwistern, Verwandten und Freunden weitergegeben, in einer uralten Form des Teilens.
Fast Fashion gab es nicht, nichts war schnell, ganz im Gegenteil. Selbst „Gehen“ hatte etwas mit Bewegung und gleichzeitig mit Warten zu tun: Die einzige Möglichkeit, etwas zu kaufen, bestand darin, sich zu Fuß oder mit dem Fahrrad zum nächsten Geschäft zu begeben, denn elektronischen Handel gab es nicht. Und dies erforderte Zeit.
Und genau in dieser ausgedehnten Zeit wurden die Beziehungen gepflegt. Beziehungen, die sich in einigen Fällen in Chancen verwandeln konnten: Der Gang zum Milchmann, um Milch ausschließlich in Gläsern zu kaufen, oder zum Gemüsehändler, um mit einem Korb voller lokaler Erzeugnisse nach Hause zu kommen, war eine Möglichkeit, Gemeinschaft zu schaffen und den Sinn des Miteinanders immer wieder zu entdecken. Aus diesem Gemüse entstanden besondere Mittagessen: nicht so sehr in der Quantität, sondern in der Qualität. Es waren köstliche Gerichte, die auf keinen Fall verschwendet werden durften: Die Reste wurden zu Zutaten für neue Zubereitungen der nächsten Tage. Und zu jeder Mahlzeit gab es ein Glas hausgemachten Wein oder durstlöschendes Wasser, das ebenfalls in Glaskrügen aufbewahrt wurde (von wegen Plastik).
Dankbarkeit
Die Geschichte lehrt, wenn wir bereit sind zu lernen. Vor allem aber war jede dieser Aktionen von Dankbarkeit geprägt. Dankbar sein ist eine Geste, die heute vor allem mit östlichen Kulturen assoziiert wird. Aber diese Haltung war auch in unseren Breitengraden einst tief verwurzelt. Dankbarkeit für Nahrung, für die Wärme eines Zuhauses oder die Bequemlichkeit eines Betts, vor allem aber für die in Kriegen mühsam errungene Freiheit: Es war ein Grundwert, von dem sich ein Verhalten ableitete, das alles andere als konsumorientiert war. „Wir hatten wenig, aber das Wenige machte uns glücklich“ , geben Großmütter auf der ganzen Welt zu und fassen damit die Essenz des Minimalismus ohne Anleitungen oder YouTube-Tutorials zusammen. Diese Essenz hat sich leider im Lauf der Zeit immer mehr verwässert, zerstört unter den Schlägen von Logiken, die dazu führten, nicht zu reparieren, sondern wegzuwerfen. Zu verschwenden, statt zu sparen. Zu rennen, ohne jemals anzukommen. Ein Perpetuum mobile mit bekannten, aber lange ignorierten Nachteilen: die Zerstörung der Umwelt und damit auch der kommenden Generationen.
„Erzähle mir die Vergangenheit und ich werde die Zukunft erkennen“, sagte Konfuzius. Nichts könnte wahrer sein: Wenn wir eine nachhaltigere Zukunft aufbauen wollten, könnte ein Blick zurück in „Großmutters Zeiten“ eine sehr gute Idee sein.
Die Geschichte lehrt, wenn wir bereit sind zu lernen.






![Sapevi che gli edifici consumano il 40% dell’energia e generano il 36% delle emissioni di gas a effetto serra[1]? Non solo: gli immobili meno efficienti consumano 10 volte più energia di quelli cosiddetti “green”, ovvero di tutti quegli edifici dotati di sistemi di efficientamento energetico come pannelli solari, pompe di calore, cappotto termico, nuove caldaie e infissi ben isolanti.
Con l’obiettivo di accelerare il grande piano europeo per la transizione energetica (il Green Deal), l’Unione Europea ha dato il via libera alla Energy performance of building directive, il cui obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, con una serie di step intermedi, a partire dal 2030. Gli edifici residenziali esistenti, ad esempio, dovranno ridurre i consumi del 16% entro il 2030 e del 20% entro il 2035. Inoltre, tutti gli edifici dovranno essere costruiti a emissioni zero, ovvero con altissime prestazioni energetiche e bassi consumi, prodotti principalmente da fonti rinnovabili. A questo obbligo dovranno attenersi già dal 2028 gli immobili nuovi di proprietà pubblica. Entro il 2040, invece, sarà obbligatorio eliminare le caldaie a gas.
La direttiva avrà un impatto importante sugli immobili: il 75% degli edifici europei, infatti, è inefficiente dal punto di vista energetico. E non va meglio se guardiamo alla sola Italia. Secondo l’Enea (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), il 74% delle abitazioni italiane, cioè 11 milioni, appartiene a classi energetiche inferiori alla D[2]. Pertanto, per aderire a quanto richiesto dalla direttiva, quasi 2 milioni di case dovrebbero essere ristrutturate nei prossimi nove anni. Ogni Stato europeo dovrà, dunque, redigere un piano nazionale di ristrutturazione, decidendo in maniera autonoma su quali edifici concentrarsi.
L’efficientamento energetico degli edifici è un tema su cui anche noi di Alperia stiamo lavorando da tempo. Con i nuovi Smart Meter, ad esempio, favoriamo un monitoraggio costante dei consumi e un uso razionale dell’energia. Affianchiamo, inoltre, moltissimi clienti nella realizzazione di progetti legati al Superbonus 110%, migliorando le prestazioni energetiche degli edifici di almeno 2 classi. Non solo: sia per i privati che per le aziende mettiamo a disposizione proposte dedicate per l’istallazione degli impianti fotovoltaici con cui è possibile ridurre l’impatto ambientale e tagliare i costi in bolletta, scommettendo sulle rinnovabili. Tramite pannelli solari installati sul tetto o in una zona ad alta esposizione, infatti, si fornisce energia a tutta l’abitazione. Supportiamo le imprese anche con diagnosi energetiche e con il servizio di Smart Energy Management, con cui analizziamo i dati energetici e ne ottimizziamo le performance, identificando le soluzioni migliori per ogni realtà.
Ancora: forniamo centrali di cogenerazione per le imprese e per il settore terziario, anche in modalità E.P.C. (Energy Performance Contract), assumendoci l’impegno finanziario legato allo sviluppo del progetto e accompagniamo le aziende nel percorso della certificazione ISO 50001 “Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso” che riduce il fabbisogno energetico e di conseguenza i costi sostenuti dalle imprese. Infine, il teleriscaldamento: stiamo portando il calore sostenibile in tutto l’Alto Adige, con un focus in particolare su Bolzano e Merano, allacciando sempre più condomini e strutture pubbliche alle centrali del teleriscaldamento, con numerosi vantaggi in termini ecologici ed economici.
Sappiamo che la transizione energetica è una sfida comune e che l’edilizia non può esserne esclusa. Per questo, vogliamo dare il nostro contributo per abitazioni più green e smart, che contribuiscano a diffondere un nuovo benessere, olistico e inclusivo per tutta la popolazione.
[1] www.europarl.europa.eu
[2] www.ilgiornale.it](https://alperia.st.triboo.dev/wp-content/uploads/2024/05/24.05.15-Case-green_web-300x200.jpg)



